giovedì 9 ottobre 2008

LA NOTTE

Scrivere di notte ha tutto un altro fascino. I rumori della città sono più lontani, o comunque sono meno frenetici, e lasciano lo spazio ai rumori della casa, che ci sono comunque sempre ma che, lasciati liberi da sovrastrutture, si liberano in tutta la loro misteriosa inquietudine. Bisogna farci l'abitudine, perché all'inizio sono sconosciuti, possono indurre a distrazione, poi piano piano anche quelli entrano a far parte di una colonna sonora consueta e tranquillizzante. La notte è un tempo sospeso, largo, libero da orari, sempre che lo si possa sfruttare appieno. Per qualcuno la notte è il momento della trasgressione, per altri è il momento della riflessione, in cui si può recuperare quel margine di solitudine necessaria, quell'attimo di creatività che di giorno si frammenta in mille impegni e incombenze. La notte è silenzio, ma un silenzio denso di altri suoni. Poi subentrano il sonno e la stanchezza, l'oggi diventa troppo velocemente domani, il domani oggi, ed è già ora di ricominciare...

4 commenti:

Anonimo ha detto...

va be'...tempo sospeso l'ho già sentito...

Nagi ha detto...

Cacchio, so' esigenti i lettori del blog...e comunque io la notte dormo!

Anonimo ha detto...

è che il (meglio,l'ex) ragazzo può fare di più

(MaG) ha detto...

Mi piace la notte proprio per il senso di pace che restituisce all'anima. Il naturale (maggiore) silenzio amplifica ogni piccolo gesto che causa anche il più piccolo rumore e mi fa entrare ancora più in sintonia con me stesso.
Peccato finisca presto e peccato possa goderne solo, e non sempre, nei fine settimana.

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(MaG)

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