sabato 4 ottobre 2008

JOE MAZZINI

Una cosa che mi ha sempre fatto girare (una delle tante...), è l'abitudine, ora forse meno presente, di tradurre in italiano i nomi propri che italiani non sono. Certamente vecchio retaggio fascista, quando tutto doveva essere espresso nella nostra lingua, quando Rascel diventò Rascele e Courmayeur Cortemaggiore... Così da ragazzino credevo che Giulio Verne fosse un autore italiano, e quando scoprii che in realtà era Jules credetti che fosse scritto male... Certo, ci sono nomi geografici e nomi di personaggi storici che vengono convenzionalmente usati tradotti. Noi diciamo Parigi e non Paris (i francesi dicono Rome), diciamo Carlomagno e non Charlemagne. D'accordo. Ma Wolfgang Amadeus Mozart deve restare tale, chiamarlo Volfango Amedeo sarebbe come se i tedeschi dicessero Joseph Verdi... e non credo lo facciano. Oltretutto i nomi tradotti, con il cognome che necessariamente resta quello originale, hanno pure un brutto suono. Che diremmo se gli inglesi mettessero nei loro libri di storia James Matteotti o Joe Mazzini?

3 commenti:

Nagi ha detto...

Inoltre la traduzione dei nomi e cognomi e' spesso fuorviante: da una conversazione tra Giorgetto Cespuglio e la signora Riso Con Dolcezza ti aspetti che venga fuori una ricetta per la torta di mele nel Fantabosco e non, come e' accaduto, l'invasione dell'Iraq manu militari!

(MaG) ha detto...

di esempi se ne potrebbero fare tanti. Anche definire Gerardo Una Divinità, pur essendo un bravo attore francese, potrebbe sembrare eccessivo. ;-)

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(MaG)

Francesco ha detto...

:D Potremmo tradurlo in latino...

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