E se le idee non vengono? Dramma, frustrazione, nervosismo, sindrome da pagina bianca (o da schermo vuoto)... E non credo che esista un sistema sicuro per facilitare la nascita dell'idea. L'ispirazione forse è solo una leggenda metropolitana, perché comunque, se esiste, è una cosa talmente evanescente che se non si riesce a bloccarla evapora subito. Bisogna catturare l'idea, cominciare a vestirla nella mente, un pezzetto per volta ma con continuità, perché se la si trascura ci saluta e via... Poi, magari anche iniziando ad appuntarsi qualcosa, costruire la storia intorno all'idea. Solo quando si ha tutto chiaro si può iniziare a lavorare sul serio. E poi non è vero nemmeno questo, perché scrivendo si può anche cambiare strada e non si sa dove si arriverà: magari dove si voleva comunque arrivare, ma seguendo un percorso che non avevamo immaginato. Ed è questo il bello dello scrivere, lasciarsi andare a quello che viene, seguendo sì un filo conduttore (bisogna comunque sapere cosa si vuole dire), ma lasciandosi uno spiraglio per la scintilla dell'imprevisto. Per questo non credo che esista un metodo migliore di un altro. Ogni scrittore ha certamente i suoi rituali, i suoi metodi. Le mitiche mele di Agatha Christie nella vasca da bagno, o le pipe già caricate di Simenon, allineate sul tavolo per non fargli interrompere il filo. C'è chi scrive meglio di notte, chi scrive a mano, chi detta... Ma la cura dell'idea prescinde da tutto questo, che alla fine fa parte solo dell'aneddotica più o meno veritiera di un personaggio. L'unica cosa vera è che quando le idee non vengono, allora forse è meglio interrompere, pensare ad altro ed aspettare...
ZFX: LA STELLA CADENTE
3 settimane fa
2 commenti:
Sono assolutamente d'accordo.
Non sono uno scrittore ma ogni tanto anch'io ho bisogno di un'idea per uscire da una o più situazioni imbarazzanti ed ho notato proprio questo: quando l'idea non arriva in fretta è inutile sforzarsi perché si rischia di partorire solo ciofeche immonde o addirittura neppure quelle.
Io uso cambiare attività e magari dopo ore o giorni, nei momenti di rilassamento, ecco che come per magia non richiesta fa capolino una scintilla, quella giusta, che mi affretto ad appuntare ed a ricamare.
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(MaG)
Basta che poi non fai come me che non vado a riguardare gli appunti se non dopo molto tempo... Però a volte mi sono stupito perché, scrivendo, mi è uscita fuori spontaneamente una cosa che lí per lí non ricordavo proprio, ma che avevo già pensato (stranamente in anticipo...)...
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