martedì 30 settembre 2008

BIBLIOTECOMANIA

È vero che amare i libri ci fa diventare anche collezionisti. Del resto un libro, una volta letto, che fine fa? Mica lo puoi eliminare, sarebbe un delitto, al massimo, ma proprio al limite e per un motivo molto serio, lo puoi regalare, ma poi capita che lo vai a ricomprare, perché, insomma, un libro è anche un oggetto da avere, da tornare a consultare, da rileggere, ma anche solo da guardare nella libreria, insieme ai suoi fratelli, magari allineati in ordine, ma non necessariamente, perché una libreria è bella anche quando è movimentata (non dico disordinata, quello significa non trovare niente, mentre chi ha una libreria "mossa" sa comunque sempre dove è ogni libro). Ben diversa dalle librerie finte dei salotti buoni, o degli studi televisivi, che sono fatte per sembrare, non per altro. Un bibliofilo è comunque anche un bibliomane, perché è bello così. Non è concepibile uno che dice "leggo tanti libri ma ogni tanto faccio pulizia ed elimino". Cosa elimini? Sì, i manuali, gli annuari, gli elenchi... le cose che diventano obsolete... Certo, poi c'è il problema dello spazio. Ma per i libri si trova sempre, anche se devono stare in doppia o tripla fila, sai che ci sono, dove sono, e all'occorrenza salteranno fuori anche quelli più nascosti...

3 commenti:

Anonimo ha detto...

giusto...
reddy

Nagi ha detto...

E invece io conosco uno che prima di partire per viaggi un po' lunghetti si compra una decina di libri e, una volta letti, li molla li' dove si trova. Cosi' al ritorno il bagaglio e' piu' leggero.
In fondo e' bello anche fare un po' di bookcrossing...si seminano libri italiani in Thailandia o in Alaska per lasciare piccoli tesori ad altri viaggiatori.

Anonimo ha detto...

... e quent'è bello ritrovare quelli nascosti dopo che tante stagioni sono passate e tanti pensieri, e tanta vita. ci vengono incontro, all'improvviso, come rivelazioni

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